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Songs EP "L' onda e il fiore"

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Intervista di Patrizio Luongo PDF Stampa E-mail
Scritto da Carlo   
Giovedì 16 Settembre 2010 22:49

Al suo primo lavoro da solista Carlo Contocalakis, musicista di Napoli racconta di L’onda e il fiore.

Quando nasce il tuo lavoro intitolato L'onda e il fiore?

Il lavoro L’onda e il fiore nasce nell’estate 2007 come stesura di testi e melodie, dopo i buoni risultati ottenuti dal mio primo singolo Fuori dagli schemi, datato febbraio 2007. Esattamente un anno dopo, cioè nel febbraio 2008, si conclude il missaggio e il mastering del mio primo Ep, L’onda e il fiore per l’appunto, iniziando la fase di promozione e di preparazione per il live.

Un viaggio introspettivo che attraverso la musica esprime i dubbi dell’Artista?

Io direi i dubbi e nello stesso tempo le certezze. L’argomento che pervade il lavoro è sicuramente l’amore, con le sue perplessità e le sue paure, con l’ansia perché no di fare passi falsi e giocarsi così un pezzo della propria anima. Indubbio è che l’Artista esprime anche le certezze, legate alla consapevolezza di poter riassaporare sensazioni e attimi ineguagliabili, intrisi di vita e di energie positive che lo hanno ispirato ed accompagnato nel suo primo viaggio cantautorale.

Con quali stati d’animo sono state scritte le canzoni?

Di fondo c’è il mio animo romantico e passionale. I brani proposti nascono tutti da esperienze personali, da momenti felici e non, da espressioni di volti che esprimono più delle parole. Innegabile è lo spirito malinconico, che in alcune frasi si trasforma in rabbia, ma c’è da dire che un ascoltatore attento non può non notare la forza vitale e la voglia di riscatto che aleggia nel disco. Appunto il riscatto e la rinascita sono colonne portanti del mio lavoro, il forte desiderio di vivere ogni sfumatura di vita, di sorridere, di condividere emozioni, di rischiare, perché credo sia fondamentale avere il coraggio di rischiare e di mettersi sempre in gioco.

Sei riuscito a comunicare quello che ti eri prefisso?

Io spero di sì. Diciamo che sono riuscito, anche grazie al lavoro dell’arrangiatore e dei miei collaboratori, a trasformare nel migliori dei modi le mie emozioni in parole e musica, e a condividerle, pur adottando spesso un tipo di scrittura introspettivo e a tratti ermetico, però sincero e d’impatto.
Fortunatamente in questo periodo di promozione del lavoro ho avuto modo di constatare e toccar con mano l’entusiasmo e gli apprezzamenti di chi ha ascoltato il mio primo lavoro.
Se sono riuscito a trasmettere qualcosa, anche se un minimo, significa che la strada intrapresa è quella giusta, ed ora continuo pieno di passione e di buoni propositi.
Sta a me migliorare, nella scrittura come nell’interpretazione, perché credo che l’umiltà sia fondamentale per ottenere risultati e affermarsi.

Cosa pensi di format come X-Factor?

A mio parere questi format restano programmi creati per far spettacolo televisivo, indirizzato a un pubblico che non sempre riesce a cogliere il talento di un artista o di un presunto tale.
Per me è una forma di intrattenimento, che comunque apre una finestra sul mondo artistico, senza dubbio un trampolino di lancio per il futuro di giovani emergenti.

Quando ti avvicini alla musica?

Grazie a un’intuizione di mio padre all’età di dieci anni intraprendo lo studio del pianoforte classico.
Nel corso degli anni ho avuto la fortuna di studiare con validissimi insegnanti canto classico e moderno, pianoforte e tastiere, flauto traverso e chitarra. Questo bagaglio culturale mi permette adesso di non fossilizzarmi su di un solo genere musicale, di suonare in più progetti anche diversissimi l’uno dall’altro, e di scrivere canzoni e brani strumentali strizzando l’occhio alla musica classica, al jazz, al pop, al rock, al metal, fino al post-rock contemporaneo.

Come sintetizzereste questo lavoro?

Stilisticamente lo definirei un disco introspettivo, autobiografico, dalle chiare tinte rock con influenze indie nostrane e internazionali. Soprattutto il brano L’onda e il fiore, che dà appunto il nome al disco, riflette in pieno il mio modo di comporre e di esprimermi, non rinunciando alla “forma canzone” rock italiana nell’accezione più classica e mettendo in risalto principalmente la melodia, la musicalità dei testi, il peso e il significato di ogni verso.

 
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LIVE CREW

Carlo Contocalakis // voice, ac. guitar, flute & keyboards

Dario Panzariello // guitar

Alessandro Robertiello// bass

Antonio Esposito // drums

Alessio Sica // drums


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