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Songs EP "L' onda e il fiore"

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su "Undergroundzine" PDF Stampa E-mail
Scritto da Carlo   
Mercoledì 27 Ottobre 2010 12:58


Eccoci qua ad intervistare CARLO CONTOCALAKIS



Quali sono le tue influenze principali? E a quali gruppi?

Innanzitutto grazie per l’ospitalità, è un piacere essere nella vostra rubrica .. Per quanto riguarda le influenze della mia storia musicale, devo dire che sono f molteplici, fortunatamente. Ho apporcciato a più strumenti nel corso della vita, flauto traverso,  piano e tastiere, e chitarra, e ho  ascoltato davvero di tutto, dalla classica al jazz, dal pop a, rock e alla new age, e tutto questo credo lo si ritrovi poi nei miei lavori, si avvertono sonorità e riferimenti vari.. d’altra parte non mi piace fossilizzarmi, ma avere una visuale più ampia possibile. Posso però dirti qualche gruppo e artista italiano che stimo molto, come i Deasonika e il loro cantante Max Canotti, i Timoria, il primo Francesco Renga più cattivo e rock..

 

Hai avuto altre esperienze musicali ?

Si, come ho detto prima suono più strumenti e ho collaborato con altri musicisti ed artisti nel corso della mia carriera musicale.. cosa che mi ha fatto davvero crescere e apprendere, come si dice tutto fa brodo e ogni cosa ti plasma e ti fa creare poi con più consapevolezza.

 

E’ uscito il nuovo cd “L’onda e il fiore”, che cosa ti aspetti dal pubblico e dalle webzine?

Beh l’ep sta andando bene direi, incrociando le dita e con i dovuti scongiuri. Ho avuto un buon riscontro di pubblico e dal vivo apprezzano sempre di più i brani, cosa che mi spinge a continuare in questa direzione. Io non mi aspetto nulla in particolare, spero solo di crescere con le critiche opportune e giuste, e di costruire qualcosa di concreto e duraturo, questo lo si può fare solo se si cercano opinioni, critiche e giudizi, quindi benvengano!!!

 

Qual è il messaggio che vuoi dare all’ascoltatore? I testi di cosa trattano?

Beh non pretendo di essere innovativo.. parlo semplicemente di amore, di amizia, di vita, di sensazioni, il lavoro è molto autobiografico, alcuni brani scritti con la collaborazione di Giulio Di Domenico, con il quale continuerò a lavorare per il primo disco in uscita nel nuovo anno. I testi trattano soprattutto di rinascite, di vita, di quei sentimenti genuini che oggi si sono un po’ persi di vista, della voglia di rischiare per provare qualcosa di forte e non effimero. Sul sito e sullo space li trovate tutti anche qualcosa di nuovo non ancora pubblicato quindi vi invito a cliccare e visitare le mie pagine!


Parlateci un po’ della scena Underground della tua zona, è difficile poter suonare nei locali?

Beh devo dire che sono messe peggio altre regioni!

Qui in questo momento c’è un bel fermento e molti locali stanno rinnovando e cambiando gestione con una mentalità rivolta alla musica emergente e alle serate di buon gusto e multiate. Per quanto mi riguarda i gestori ci statnno accogliendo bene e si gira tanto, si suona spesso e questo mi gratifica e ci da la forza di continuare con questo ritmo.

 

Com’è stato il tuo primo live?

Bei ricordi, fu in un locale privato, come ospite insieme ad altri due artisti, eseguimmo tre brani del repertorio, con una formazione che poi mi ha accompagnato per tanto tempo. Si era molto molto emozionati, come è giusto che sia.. sono quelle emozioni tali che ti restano per sempre dentro…

 

Cosa ne pensi delle webzine e della diffusione della musica in internet?

Penso sia il futuro, webzine, webradio, sono e saranno sempre più predominanti nel panorama musicale e del marketing, io sono il primo sostenitore di queste iniziative, cerco sempre infatti di promuovere sul mio sito tramite scambio link e banner le nuove realtà e i nuovi portali musicali e di spettacolo. Bisogna aiutarsi a vicenda per far crescere i progetti liberi e genuini, e uscire dal monopolio di poche e indistruttibili agenzie, radio e veicoli di comunicazione.

 

Progetti futuri?

Suonare e continuare a suonare tanto in primis!!! Poi stiamo lavorando al disco, ben undici tracce inedite più una chicca che non posso rivelare ora.. poi c’è da fare il video.. insomma c’è tanto da fare, con la giusta umiltà si va avanti e ci si presenta al mercato!!

 

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Io già sto realizzando il mio sogno, la mia passione è questa : la Musica, e sto facendo di tutto per portare avanti il progetto in cui credo e per il quale si fanno tantissimi sacrifici e scelte difficili. Ma d’altra parte ho la testa dura e le cose stanno andando per il verso giusto, quindi incrociamo le dita e vediamo fin dove si arriva.. io punto prima di tutto ad essere apprezzato per quel che faccio e propongo poi il resto verrà da sé.


Ringrazio molto Carlo Contocalakis e come sempre l’ultima parola va alle band per le conclusioni. A risentirci e buona fortuna per i prossimi lavori!

Grazie mille ragazzi, davvero!!! Io invito tutti a seguirci vi lascio un po’ di link e indirizzi utili dove trovare date, bio e tutto sul progetto e i componenti della band : www.carlocontocalakis.com e www.myspace.com/carlocontocalakis

Grazie alla redazione e alla prossima! Stay tuned

 

 

INTERVISTA A CURA DI Martina Tosi





Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Maggio 2011 15:57
 
Intervista sul "Corriere Salentino" PDF Stampa E-mail
Scritto da Carlo   
Domenica 26 Settembre 2010 13:42
Intervista a un giovane cantautore e polistrumentista partenopeo: Carlo Contocalakis PDF Stampa E-mail
di Rita De Carlo
Domenica 26 Settembre 2010 11:49
PDF Stampa E-mail

Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica?

Ho iniziato all’età di dodici anni circa, grazie a un’intuizione di mio padre, che mi vedeva portato per la musica. Da allora, tranne un breve periodo di vita, non ho mai smesso di coltivare questa passione, e lui non ha mai smesso di sostenermi, per questo gli sarò sempre grato, avendo notato in me qualcosa di buono e di così profondo da portare avanti.
Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico.

Io nasco musicista, tastierista per la precisione. Ho poi avuto la fortuna di intraprendere lo studio del canto classico e poi moderno, del flauto traverso, continuando con piano e tastiera. Avendo la fortuna di approcciare a più strumenti, tra cui anche la chitarra, mi permette di avere una visuale più ampia e di fondere nella scrittura vari generi, senza fossilizzarmi su di uno solo, e questo apre molto la mente e la creatività. Nel corso degli anni ho ascoltato di tutto, si va un po’ a periodi, si seguono gli stati d’animo, e allora spazio al jazz, al new age/ambient, rock, post-rock, al pop... insomma è bello avere un’infarinatura di tante cose, nel cantautorato poi si nota questo e ti apre nuovi orizzonti.
Per quanto concerne i live poi ho avuto modo di confrontarmi con diverse realtà musicali, alcune volte da cantante in primis, altre da strumentista, arricchendo così sempre di più il mio bagaglio. Queste svariate collaborazioni con altri gruppi e artisti mi hanno dato tanto, mi hanno fatto crescere, e le ricorderò per sempre… nel bene e nel male!


Cos’è la musica per te?

La musica è energia, vita, ti fa stare sempre bene, ti riempie, quasi mai fa soffrire, per contro ti dà un senso di vita impressionante. Non vivi mai le stesse emozioni, la monotonia e la routine non esistono in questo caso, sempre che il tutto si viva con la giusta disinvoltura e passione, nel momento in cui tramonta l’emozione o come ho detto la passione è meglio cambiare mestiere! ( si  molti in Italia non lo sanno.. ma è un mestiere fare musica!

Dove trovi l’ispirazione per le  tue canzoni?Per esempio com’è nata la tua canzone “L’onda e il fiore” ?

Le mie canzoni sono prettamente autobiografiche, esperienze di vita vissuta, episodi che mi hanno segnato, indelebili, quindi il più delle volte esperienze amorose, ebbene sì l’amore sopra ogni cosa... ma anche amicizia, molti brani parlando di questo o sono riflessioni sui sentimenti e le emozioni in generale che viviamo ogni giorno rapportandoci col mondo e le persone.
L’onda e il fiore, singolo del mio primo Ep, è stata scritta in collaborazione con Giulio Di Domenico, mio grande amico, e il tutto nacque da una sua esperienza onirica, che ho poi sviluppato e messo su carta, creando una melodia e un giro armonico che rendessero appieno il  sogno, l’impulsività di certi errori e di particolari emozioni. In questo brano ciò che viene fuori con prepotenza è la voglia di vivere, di lasciarsi andare, di non aver paura, e di mettersi in gioco, perché è sempre possibile provare emozioni importanti, basta volerlo e cercarle!!


Quale delle tue canzoni , quella che più ti rappresenta?

Beh di sicuro L’onda e il fiore, per questo è stata scelta come singolo, perché mi rappresenta sia come struttura (un’alternarsi di momenti, da sonorità d’impatto, rock, ad atmosfere oniriche, rilassate, e melodiche) e come armonie, preferendo ancor oggi giri di accordi che facciano pensare, frasi rimaste in sospeso che l’ascoltatore poi deve completare nel proprio io, immedesimandosi nel brano. Per quanto mi riguarda, non amo spiattellare tutto in faccia, mi piace incuriosire il pubblico, renderlo a mio modo partecipe, aiutandomi quasi a esternare le emozioni.


Nel 2010 hai vinto il primo premio sezione inediti del concorso nazionale "SOTTO LE STELLE" e sei stato scelto per prendere parte alla rassegna LIVEMI.Hai partecipato a molti altri eventi di grande rilievo. Quali ricordi con soddisfazione?

Ricordo le forti emozioni del Livemi.. per noi Red Ronnie è un mito e un pilastro della cultura musicale internazionale..essere scelti da lui per partecipare alla rassegna è stato un onore e un privilegio, per questo c’era un po’ di tensione, sono cose che si ricordano per tutta la vita. Ricordo poi con piacere anche Martelive, ci siamo esibiti a “Casa della Musica – Federico 1 “, un tempio della musica per noi campani e non.. è stato davvero importante passarci…


Ci racconti un episodio live che ti è rimasto impresso nella mente?
Ce ne sarebbero migliaia, aneddoti che ti porti dietro e ogni volta cacci fuori per passare il tempo con amici e colleghi, divertenti e non… in breve accenno a un episodio divertente del livemi... in pratica stavo per cadere dal palco... per la troppa foga... e il troppo entusiasmo... questo rimarrà negli annali dei live.. ahimè…


Sei mai stato nel Salento?

Si ci sono stato alcune volte.. belle terre, bella gente.. c’è un bel fermento, come in tutto il sud d’altra parte, belle idee.. a volte non supportate a dovere, ma questo è un altro discorso che magari faremo un’altra volta.. in ogni caso spero di tornarci presto, c’è una bella sintonia col pubblico lì.. abituati per così dire a musica inedita… cosa importantissima.


Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?


Ci sono tante cose in cantiere e da portare avanti... stiamo ultimando il sito, stiamo lavorando al primo disco, ben 11 brani inediti, nuovi, una bella faticaccia devo dire..ma sono sicuro che ripagherà, ci stiamo mettendo l’anima e questo lo si nota subito poi quando lo porti in giro.. non voglio svelarvi più di tanto .. anche perché la curiosità in questi casi è fondamentale!!! Tenere sempre sulle spine chi ti ascolta.. per noi è doveroso.. il pubblico non deve mai stancarsi di te.. deve essere investito di continuo di emozioni e idee..



Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A te l’ultima parola

Io ringrazio voi e te in particolare per la bella chiacchierata.. spero si ripeterà quanto prima.. saluto la mia band che mi sta accompagnando in questo viaggio (Dario Panzariello e Enzo Russo alle chitarre, Bruna Di Domenico al basso e Francesco Monopoli alla batteria), tutti coloro che ci supportano e sopportano e vi lascio con i miei due link, www.carlocontocalakis.com e www.myspace.com/carlocontocalakis dove potrete ascoltare un po’ di cose, seguirci nei live e lasciare commenti e quant’altro..
vi aspettiamo.. ciao ragazzi alla prossima!!! Stay tuned

Ultimo aggiornamento Domenica 26 Settembre 2010 13:47
 
Comunicato stampa per "Radio Palco" PDF Stampa E-mail
Scritto da Carlo   
Giovedì 16 Settembre 2010 22:50

CARLO CONTOCALAKIS OGGI A RADIO PALCO

È un giovane cantautore e polistrumentista napoletano il nostro prossimo ospite a Radio Palco, la trasmissione di Radio Alfa che ogni settimana accende i riflettori su una band o un musicista emergente, per mettere in evidenza i tanti talenti del territorio. Carlo Contocalakis ha 28 anni, studia canto moderno, pianoforte, solfeggio e flauto traverso, e dopo il singolo “Fuori dagli schemi” e più di 50 concerti in giro per il Sud Italia, ha realizzato il suo primo ep dal titolo “L’onda e il fiore”. Un disco autoprodotto, con la produzione artistica di Enzo Russo, e la coproduzione di Luciano Aita. Ora Carlo è impegnato nell’arrangiamento di altri brani inediti per completare il suo primo disco. Oggi a Radio Palco, alle 18,40, avremo il piacere di ascoltare il brano che dà il titolo all’ep “L’onda e il fiore”.

 
Intervista di Patrizio Luongo PDF Stampa E-mail
Scritto da Carlo   
Giovedì 16 Settembre 2010 22:49

Al suo primo lavoro da solista Carlo Contocalakis, musicista di Napoli racconta di L’onda e il fiore.

Quando nasce il tuo lavoro intitolato L'onda e il fiore?

Il lavoro L’onda e il fiore nasce nell’estate 2007 come stesura di testi e melodie, dopo i buoni risultati ottenuti dal mio primo singolo Fuori dagli schemi, datato febbraio 2007. Esattamente un anno dopo, cioè nel febbraio 2008, si conclude il missaggio e il mastering del mio primo Ep, L’onda e il fiore per l’appunto, iniziando la fase di promozione e di preparazione per il live.

Un viaggio introspettivo che attraverso la musica esprime i dubbi dell’Artista?

Io direi i dubbi e nello stesso tempo le certezze. L’argomento che pervade il lavoro è sicuramente l’amore, con le sue perplessità e le sue paure, con l’ansia perché no di fare passi falsi e giocarsi così un pezzo della propria anima. Indubbio è che l’Artista esprime anche le certezze, legate alla consapevolezza di poter riassaporare sensazioni e attimi ineguagliabili, intrisi di vita e di energie positive che lo hanno ispirato ed accompagnato nel suo primo viaggio cantautorale.

Con quali stati d’animo sono state scritte le canzoni?

Di fondo c’è il mio animo romantico e passionale. I brani proposti nascono tutti da esperienze personali, da momenti felici e non, da espressioni di volti che esprimono più delle parole. Innegabile è lo spirito malinconico, che in alcune frasi si trasforma in rabbia, ma c’è da dire che un ascoltatore attento non può non notare la forza vitale e la voglia di riscatto che aleggia nel disco. Appunto il riscatto e la rinascita sono colonne portanti del mio lavoro, il forte desiderio di vivere ogni sfumatura di vita, di sorridere, di condividere emozioni, di rischiare, perché credo sia fondamentale avere il coraggio di rischiare e di mettersi sempre in gioco.

Sei riuscito a comunicare quello che ti eri prefisso?

Io spero di sì. Diciamo che sono riuscito, anche grazie al lavoro dell’arrangiatore e dei miei collaboratori, a trasformare nel migliori dei modi le mie emozioni in parole e musica, e a condividerle, pur adottando spesso un tipo di scrittura introspettivo e a tratti ermetico, però sincero e d’impatto.
Fortunatamente in questo periodo di promozione del lavoro ho avuto modo di constatare e toccar con mano l’entusiasmo e gli apprezzamenti di chi ha ascoltato il mio primo lavoro.
Se sono riuscito a trasmettere qualcosa, anche se un minimo, significa che la strada intrapresa è quella giusta, ed ora continuo pieno di passione e di buoni propositi.
Sta a me migliorare, nella scrittura come nell’interpretazione, perché credo che l’umiltà sia fondamentale per ottenere risultati e affermarsi.

Cosa pensi di format come X-Factor?

A mio parere questi format restano programmi creati per far spettacolo televisivo, indirizzato a un pubblico che non sempre riesce a cogliere il talento di un artista o di un presunto tale.
Per me è una forma di intrattenimento, che comunque apre una finestra sul mondo artistico, senza dubbio un trampolino di lancio per il futuro di giovani emergenti.

Quando ti avvicini alla musica?

Grazie a un’intuizione di mio padre all’età di dieci anni intraprendo lo studio del pianoforte classico.
Nel corso degli anni ho avuto la fortuna di studiare con validissimi insegnanti canto classico e moderno, pianoforte e tastiere, flauto traverso e chitarra. Questo bagaglio culturale mi permette adesso di non fossilizzarmi su di un solo genere musicale, di suonare in più progetti anche diversissimi l’uno dall’altro, e di scrivere canzoni e brani strumentali strizzando l’occhio alla musica classica, al jazz, al pop, al rock, al metal, fino al post-rock contemporaneo.

Come sintetizzereste questo lavoro?

Stilisticamente lo definirei un disco introspettivo, autobiografico, dalle chiare tinte rock con influenze indie nostrane e internazionali. Soprattutto il brano L’onda e il fiore, che dà appunto il nome al disco, riflette in pieno il mio modo di comporre e di esprimermi, non rinunciando alla “forma canzone” rock italiana nell’accezione più classica e mettendo in risalto principalmente la melodia, la musicalità dei testi, il peso e il significato di ogni verso.

 
Intervista per "Radiowebitalia" PDF Stampa E-mail
Scritto da Carlo   
Giovedì 16 Settembre 2010 22:44

 

Il mondo onirico di Carlo Contocalakis

 

10/05/2010 - Napoli

 

Carlo Contocalakis è un cantautore e polistrumentista partenopeo.
Studia canto moderno con Francesca Zurzolo, pianoforte e solfeggio con Armanda Desidery e flauto traverso con Rossana de Rogatis; ha partecipato a diversi Festival a livello nazionale arricchendo la propria esperienza musicale … ospite a diverse trasmissioni radiofoniche e televisive e su diverse riviste settoriali per presentare il proprio lavoro discografico …oggi, siamo lieti di averlo nostro ospite!

Diamo il benvenuto a Carlo …

Grazie ed è un piacere essere vostro ospite..


Sei un giovane cantautore…puoi dirci qualcosa a proposito del tuo mondo quando componi …

Bella domanda..molto complessa e intima…
Il mondo di ogni artista o presunto tale è un mondo a sé, unico, inviolabile..
Il mio mondo è onirico, etereo, mi piacciono le melodie scorrevoli e le sonorità che distaccano un attimo l’ascoltatore della realtà vissuta…
Quando scrivo lascio libero sfogo alla penna, parto da una sensazione il più delle volte e poi via, tutto quel che provo scrivo…e poi lo rendo metricamente adatto a ciò che ho in mente, e lo smusso lavorando alla “forma” per meglio dire..
Oggi noi giovani siamo immersi in una realtà che inganna, che ti destabilizza, che ti distrae dalle emozioni vere, è tutto molto costruito e finto mi sembra, oggi trasmettere qualcosa è molto delicato e difficile, si è superficiali, ma guai a perdere di vista i valori e i sentimenti veri… si deve è vero comporre in relazione al momento storico, ma anche vedere al di là e tentare di far esplodere la propria personalità, far parte del sistema e restare UNICI.

Quando termini un lavoro, qual è la tua prima sensazione?

Sono belle sensazioni, uniche!!
Il pensiero che poi quella tua emozione verrà letta e divulgata, quasi come intimità violata, quasi come rendere partecipe l’altro della tua vita..sono emozioni indescrivibili. Io poi lavoro molto sui testi e sulle linee melodiche, non sono mai soddisfatto e il pensiero finale è : ho trasmetto questo frammento di vita come realmente avrei voluto?o c’è ancora da lavorare?
È come una tua creatura che ogni volta prende forma, con tutte le paure e la bellezza della vita, chi fa questo mestiere chi si reputa artista sa cosa voglio dire..è anche difficile spiegarlo, per me è più facile scrivere una canzone o una melodia…o cantarla meglio ancora!!!!


Nel 2007 esce il tuo singolo “Fuori dagli schemi” cosa vuoi comunicare al pubblico?

Ho voluto subito far capire e trasmettere il mio modo di far musica, il brano, come del resto anche L’onda e il fiore, singolo dell’ep in promozione,
rappresenta maggiormente il mio concetto di musica : momenti di ambiente, soft, con influenze e sonorità indie, alternati a momenti invece di più alto impatto rock, con chitarre molto presenti che diventano un vero e proprio muro sul quale sviluppare poi la linea melodica, non essere mai piatto nella scrittura e monotono, cercare di essere criptico e far riflettere l’ascoltatore, non mi piace spiattellare i sentimenti e i pensieri in faccia a chi mi ascolta, ma dare un input e far pensare, non a caso infatti io adoro l’astrattismo nell’arte, a mio avviso è molto più interessante stuzzicare le menti e le emozioni del pubblico che rivelare subito e in maniera inconfondibile quel che si ha dentro.

Nel 2008 esce il tuo primo Ep “L’Onda e il Fiore”…puoi parlarci un po’ del lavoro discografico?

L’ep racchiude cinque brani in stile rock melodico italiano, che parlano fondamentalmente d’amore, sono esperienza autobiografiche.
Ma l’amore quello che fa vivere, fa star male, che riempie le giornate, vissuto senza timore.
Quel che voglio poi trasmettere è la voglia di riscatto, di lottare per qualcosa, con sensibilità e fermezza, che porta a una conoscenza interiore forte e più realistica.
Permettimi di citare alcune persone che hanno reso possibile il lavoro discografico : Enzo Russo, chitarrista, produttore artistico del progetto, Luciano Aita del “Toledo Studio”, Daniele De Cario, ottimo bassista, Stefano Iorio, Violoncellista del San Carlo di Napoli, Vincenzo Caruso, pianista di gran livello, anch’egli del San Carlo con tanta esperienza alle spalle, e Fabio Malfi, figlio darte e validissimo batterista.
Abbiamo cercato subito di dare un’impronta definita al lavoro, delineando poi la strada su cui proseguire, e per fortuna sto raccogliendo quanto di buono è stato seminato con tanta fatica e dedizione.
Vi invito ad ascoltare il lavoro sul sito www.carlocontocalakis.com e sullo space www.myspace.com/carlocontocalakis e mi raccomando commentate e seguiteci!!!

Da dove nasce l’idea del titolo?

Il titolo dell’ep è proprio il titolo del primo singolo che abbiamo fatto uscire nel 2008,
Il tutto nasce da un’esperienza onirica del mio collaboratore Giulio Di Domenico, che poi abbiamo sviluppato insieme e trasformato in un brano musicale.
Nel testo c’è molto di autobiografico, e il titolo è emblematico : la persona amata diventa un’onda irrefrenabile, piena di vita, di sensazioni, travolgente, che si abbatte poi, con fermezza ma anche fragilità, su di un fiore, sul cuore di chi ama, piccolo, indifeso, ma saldo nei propri principi,che vorrebbe essere sfiorato dolcemente, che vorrebbe vivere i sentimenti sempre a 360 gradi, senza mai scappare, senza mai aver paura di amare e di sentirsi vivo.


Che difficoltà hai avuto nell’autoproduzione dell’Ep?

Le difficoltà che oggi si incontrano nel portare avanti un progetto artistico in Italia –soprattutto-, con la crisi economica che stiamo vivendo e con le case discografiche che da parte loro coltivano solo chi esce da un format televisivo come x factor ad esempio, dove l’artista è già più o meno conosciuto e non si deve far altro che mettergli in bocca canzoni orecchiabili e lanciarlo, sperando in bene!! È molto più facile agire così, “sul sicuro” permettetemelo, che notare il talento di uno sconosciuto e lavorarci sopra, farlo crescere e portarlo al successo.
Oggi pur nella crisi bisognerebbe rischiare un po’ di più e osare, per rendere il panorama artistico ma soprattutto musicale un po’ più credibile.
Paradossalmente se si hanno le possibilità oggigiorno è molto più redditizio restare autonomi e gestirsi da sé, con impegno e con la giusta furbizia, senza regole che ti frenano e ti tarpano le ali.



Hai partecipato ha molte manifestazioni musicali…nel 2009 sei vincitore del “PREMIO 29 SETTEMBRE” dedicato a Lucio Battisti….cosa puoi dirci di questa esperienza?

Esperienza che mi ha segnato, perché comunque li mio progetto resta un progetto cantautorale, con tutte le influenze e sfumature che vogliamo, ma di base restano canzoni, in italiano per fortuna, visto che adoro la nostra lingua!
Quindi chi meglio di Battisti come riferimento artistico? E’ stato un grande e vincere un premio dedicato a lui è motivo di orgoglio per me e mi sprona a far sempre meglio a ricercare a dedicarmi anima e corpo ai brani che verranno e ai brani che si eseguono live.



Come vivi la dimensione dei concerti dal vivo,dato che nel 2007 hai fatto più di cinquanta concerti in giro per il sud?

Per tutta una serie di collaborazioni che ho fatto in passato ho avuto la fortuna di girare un po’ e di suonare parecchio.
Ultimamente poi davvero siamo stati pieni di impegni e questo è un bene, significa che la cosa sta piacendo e che trova consensi.
La Dimensione live credo sia l’obiettivo principe per chi fa arte, il momento in cui c’è bisogno di trasmettere, di emozionare, di emozionarsi, e di dimostrare ciò che realmente si vale.
Io curo quasi in maniera maniacale il live, nel senso che cerco sempre di presentare i brani come sono come poi li si sente su cd, fermo restando che è bene lasciarsi andare e far uscire tutto quel che si ha dentro, bisogna a mio avviso sfruttare appieno quell’oretta e mezza di live circa, dare tutto, e perché no magari far leggere a tutti sul volto un po’ di emozione che non manca mai. Ci si deve preoccupare quando la propria passione non emoziona più, allora si che si deve riflettere!!



Nel 2010 viene scelto per prendere parte alla rassegna LIVEMI …parlaci un po’ come è avvenuta la selezione e dell’esperienza con Red Ronnie.

Beh un’esperienza forte, fortissima!! Red Ronnie è un’icona della musica italiana e internazionale, ha intervistato e seguito i più importanti artisti del nostro tempo, ideatore di programmi e manifestazioni anche e soprattutto a favore degli emergenti, anzi visto che odio questo termine, di chi ha deciso di creare qualcosa di nuovo!!
LIVEMI è stata un’esperienza da ricordare, abbiamo suonato in una metropolitana di Piazza Duomo gremita, insieme ad altri gruppi, ci siamo quindi confrontati con altre realtà, con quella milanese soprattutto che a livello musicale come organizzazione e crescita di nuove band sta più avanti di molte realtà, compresa quella partenopea a mio avviso.
Per quanto riguarda la selezione per LIVEMI è stato tutto molto semplice a dir il vero, sapevo della rassegna, e dopo essermi iscritto sono stato contattato dalla segreteria organizzativa, per fortuna è piaciuto il progetto e siamo partiti per Milano!


Attualmente a cosa stai lavorando?

Nonostante i molti spettacoli, le rassegne e gli spostamenti per interviste e contatti, sto lavorando insieme al produttore artistico Enzo Russo e al mio collaboratore Giulio Di Domenico al primo disco, in uscita a fine anno se i calcoli non sono errati!
Ben undici tracce nuove, un disco che sarà leggermente diverso dall’ep, oseremo un po’ di più avendo ora trovato un’identità creativa più forte rispetto a due anni fa. Il tutto poi sarà anticipato da una chicca che però ora non è possibile svelare, quindi invito tutti a seguirci sul sito e sullo space per gli aggiornamenti!

Grazie per la tua disponibilità …lascio l’ultima parola a te…

Io ringrazio voi per l’ospitalità, è stato un piacere conoscervi e rientrare nel palinsesto della radio, permettimi solo un saluto a chi mi sta accompagnando in questo viaggio, a Bruna Di Domenico (bassista), a Marco Penza (chitarrista), a Dario Panzariello (chitarrista) e a Walter Marzocchella (batteria e cori).
Spero che tutto continui così e che il lavoro piaccia agli ascoltatori, noi ce la mettiamo tutta, si va avanti con umiltà e consapevolezza, alla prossima allora!
Ciaoooooo



Si ringrazia la Talent Scout Antonella Esposito che ci propone sempre artisti "DoC"

Barbara Scardilli

 
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LIVE CREW

Carlo Contocalakis // voice, ac. guitar, flute & keyboards

Dario Panzariello // guitar

Alessandro Robertiello// bass

Antonio Esposito // drums

Alessio Sica // drums


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